Premio Amnesty

SOLDATO BAMBINO

Ti hanno buttato tra le braccia
          [esili braccia da bambino]
un fucile per sparare
[ma non sei un assassino!]
Ti hanno detto di combattere
                /soldato bambino/
contro un nemico che tu non sai di avere
               è la legge: devi colpire!
               c’è la guerra /  devi ammazzare!
Ti hanno dato un fucile
               [più alto di te]
ti hanno dato un fucile
               [ non  è un gioco]
                devi centrare per non farti ammazzare
               come carne al macello.
Stordito il cervello /rintrona il comando
                 è un ordine, è un ordine
                 esegui / esplodi!
Schizzi / corpi / mani imbrattate…
            Rimbalza il fucile
            le esili braccia si afflosciano inerti.
Pesante fardello per te
burattino addestrato a dovere:
            tra le mine, tra le macerie
            devi solo sparare…se ti vuoi salvare….
 
Maria Rosaria Teni, Novoli (Lecce)

 

GUANTANAMO

Ci sono volti riflessi in uno specchio d’inverno
gli arti accartocciati nel buio
qui a Guantanamo
c’è un respirare fragile
il lamento del vento
le ombre ripudiate della sera
si cavalca un dolore col pianto
sognando una fuga
attorno al giorno che la luna ha ormai celato nel suo ventre

 si riposa di un sonno immortale
quando sale  l’odore di terra bruciata, di carne bianca, di sangue
con la gola corrosa dalla sete
le ferite del corpo che non danno tregua.

 Oggi non si sente il canto fatato d’Orfeo
qui a Guantanamo
le porte sono chiuse
e le urla sono pozze nere negli occhi di Oloferne
che mi guardano nel buio
In una calma senza tempo.

 E mi sorridono.

 Tiziana Monari, Prato

 

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